Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l'auto-consumo
Qual è l’obiettivo dell’investimento?
Sostenere le comunità energetiche, cioè le coalizioni organizzate di utenti che collaborano tra loro per produrre, consumare e gestire energia pulita attraverso uno o più impianti locali. Le comunità possono avere una composizione molto varia (cooperative, associazioni senza scopo di lucro, condomini, attività commerciali e imprese del territorio...) ma hanno tutte lo stesso obiettivo: fornire energia rinnovabile a prezzi accessibili ai propri membri.
Contribuiscono attivamente alla transizione verde e allo sviluppo sostenibile del Paese, favorendo l’efficienza energetica e promuovendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili: sono le comunità di prosumer, i consumatori-produttori di energia. L'ENEA prevede che nel 2050 i prosumer saranno ben 264 milioni e produrranno fino al 45% dell’elettricità rinnovabile dell'intera UE. E l’investimento punta a sostenerli anche in Italia, garantendo alle comunità energetiche le risorse per installare circa 2.000 MW di nuova capacità di generazione di rete elettrica, grazie a cui verranno prodotti circa 2.500 GWh annui e si ridurranno le emissioni di gas serra di 1,5 milioni di tonnellate.
L’obiettivo è quello di diffondere la sperimentazione dell'auto-produzione di energia nelle aree in cui avrà un maggiore impatto sociale e territoriale: verranno individuate Pubbliche Amministrazioni, famiglie e microimprese in comuni con meno di 5.000 abitanti, così da sostenere l'economia dei piccoli centri, spesso a rischio di spopolamento, e rafforzare la coesione sociale.
Quali sono i benefici?
Promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili a livello decentralizzato
Promuovere la partecipazione al mercato di utenti che altrimenti sarebbero esclusi
Consentire la fornitura di energia a prezzi accessibili
Combattere la vulnerabilità e la povertà energetica
Sostenere l'economia dei piccoli centri, rafforzando la coesione sociale
Comunità di energia
rinnovabile
- Associazione
di utenti, collocati in un ambito territoriale ristretto finalizzata a
produrre e gestire energia rinnovabile prodotta localmente.
- Possono
sfruttare per autoconsumo l’energia di impianti di generazione da fonti
rinnovabili – di nuova realizzazione – situati nei pressi della comunità e
nelle sue disponibilità.
- Partecipano
persone fisiche, piccole e medie imprese, autorità locali, comprese le
amministrazioni comunali.
- La
condivisione è virtuale tramite la rete (non si devono realizzare nuove
connessioni).
- La
partecipazione è libera e revocabile.
- La
gestione dell’energia generata dagli impianti collettivi è regolata da un
contratto tra i membri della comunità.
Tariffa incentivante per impianti a fonti rinnovabili in comunità
energetiche
Il decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (decreto
Milleproroghe) ha previsto una tariffa incentivante per
la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili, sia inseriti nei sistemi
di autoconsumo collettivo che realizzati all’interno di comunità
energetiche.
Il Dm Sviluppo economico 16 settembre 2020 ha
stabilito che l’energia elettrica prodotta e condivisa dagli impianti a fonti
rinnovabili ha diritto, per un periodo di 20 anni, a una tariffa incentivante
in forma di tariffa premio pari a:
• 100 €/MWh nel caso
in cui l’impianto di produzione faccia parte di una configurazione di
autoconsumo collettivo;
• 110 €/MWh nel caso
in cui l’impianto faccia parte di una comunità energetica rinnovabile.
Possono accedere agli incentivi le configurazioni di autoconsumo
collettivo e le comunità energetiche rinnovabili, inclusi i potenziamenti,
entrati in esercizio a decorrere dal 1° marzo 2020.
I soggetti che partecipano alle comunità energetiche devono
produrre energia destinata al proprio consumo con
impianti alimentati da fonti rinnovabili, di potenza complessiva non
superiore a 200 kW. L’impianto deve essere connesso alla rete
elettrica a bassa tensione, attraverso la stessa cabina di trasformazione a
media/bassa tensione, da cui la comunità energetica preleva anche l’energia di
rete.
I consumatori di energia elettrica possono diventare autoconsumatori di
energia rinnovabile che agiscono collettivamente, se producono energia
destinata al proprio consumo con impianti alimentati da fonti rinnovabili di
potenza complessiva non superiore a 200 kW.
L’incentivo è gestito dal Gestore servizi energetici (GSE) e
dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA).
Maggiori informazioni sul sito del GSE.
Comunità
energetiche rinnovabili, come accedere al Superbonus 110%
L’installazione degli impianti solari fotovoltaici fino a 200 kW
da parte di comunità energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non
commerciali o da parte di condomìni che aderiscono alle configurazioni di cui
all’art. 42-bis del D.L. n. 162/2019, rientra tra gli interventi ammessi al
superbonus.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 18/E del 12 marzo 2021, con cui
ha specificato che il superbonus 110% spetta anche per l’installazione
contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari
fotovoltaici agevolati.
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